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    September 29

    L'ottetto stabile e il duo deno

    Il problema fu che il film sull'antica Roma doveva essere un kolossal di due ore e tre quarti e io non mi ero mai staccata dall'ora e mezza di pellicola. Sapevo fin dove poteva arrivare l'attenzione del pubblico medio, e non avevo intenzione di girare i forum su internet per vedere frasi del tipo "minkia ke 2 palle sto film, cero andata solo x vedere quantè figo Gionni Dip e invece sta smaronata". Non fu un problema terribile, sopportai bene la pressione psicologica di dover riempire con credibili espedienti quell'immenso lasso di tempo che di fronte all'eternità non è che un bruscolino, ma in una sala cinematografica diventa un'eternità. Gli attori erano perfetto pongo nelle mie demiurgiche mani, e furono modellati a immagine e somiglianza dei personaggi che avevo nella mia testa. Gente che veniva dalle fiction della domenica pomeriggio cominciò a parlare correntemente il latino, i reduci del grande fratello discorrevano sulla decadenza dell'impero romano d'occidente e quelli ormai destinati all'isola dei famosi trovarono nuovo slancio vitale nell'introspezione psicologica di scipione l'africano. Sotto i miei occhi si compì il miracolo, tutto annaffiato dalla sua musica che ora aveva cominciato a pescare sonorità calde, suadenti e fragranti come pane appena sfornato. Il film uscì in concomitanza con "natale a ulan-bator", il che ci rovinò leggermente gli incassi, ma tutto sommato non andò male. Ricchi sfondati, potevamo ora dare sfogo ai nostri desideri più reconditi: ville con piscina, macchine potenti, crociere nelle isole greche oppure....oppure niente, come desideravo io. Il mio cachet era favolosamente arrivato alle stelle, ed ora trovare qualcuno che mi rivolesse per girare quei filmetti sfigati che sapevo fare io era un'impresa. Rifiutai almeno trentanove sceneggiature, orride fotocopie del mio film precedente, o ancora più patetiche fotocopie di altri film già fotocopiati da qualcos'altro. Cominciai a scrivere per conto mio, ma le mie giornate davanti alla solita pagina word bianca si concludevano sempre presto e senza neanche una vaga evanescente fantasmica idea. Lui era all'università dello Utah a tenere conferenze sulla composizione di musica per film, lo sentivo solo via internet e per i pochi minuti che ci concedeva il fuso orario (io mi ero infognata in un paesino francese pieno di bambini, non so perchè un tale tasso di natalità). Per un attimo credetti di non amarlo più, quando comunque i francesi mi coinvolsero nelle loro sagre paesane e mi ritrovai un giorno a giocare a pétanques contro i vecchi del paese di Juillot-Saint-Lazare-sur-le-pont-d-Avignon. Inebriata da questo campanilismo gallico, scordai completamente della vita che mi aspettava oltreoceano e mi venne l'illuminazione che da tempo stavo aspettando: il mio prossimo capolavoro sarebbe stato ambientato proprio qui. Chiamai il produttore che un tempo mi aveva affidato una ricerca sull'infiltrazione dei dirigenti dell'NBA nella massoneria, e gli proposi la mia trovata geniale, invitandolo a venire a fare un sopraluogo. Venne. E non aggiungo altro. Quando lo Utah mi restituì colui che sembrava ormai appartenere a un'altra vita, scoprii che in realtà nulla era cambiato. Volevo che la traccia audio sotto la mia traccia video fosse la sua. Volevo che la colonna sonora della mia vita fosse la sua vita, e volevo essere le immagini che i suoi occhi avrebbero guardato per sempre. Ne parlai con il montatore, che forse aveva più problemi sentimentali dei miei, e mi disse chiaramente di fare una bella terapia psichiatrica, o in alternativa un suicidio rituale con spada samurai. Sì, avevo proferito più idiozie in quel momento che in tutta la mia idiotica esistenza, me ne crucciai e mi accucciai ai suoi piedi. Ed ora che sto cominciando a dire fin troppe cavolate mi fermo qui. Chissà se l'autunno sarà più fatale della tempesta di grandine per i miei vasi di fiori. Gli oleandri resistettero alle intemperie estive, ma all'avanzare dell'incombente età del freddo forse soccomberanno. O forse no, visto che il mio gatto li concima tutti i giorni con la sua pupù.

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