| Susanna's profileL'ira di AchillePhotosBlogLists | Help |
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August 28 Il filo rosso, e la mia strana sentimentalitudinezza Ho cercato di seguire il filo rosso, attaccato al mignolo tutti abbiamo un filo che ci lega ad una persona...ad una sola. Ma dove conducono questi fili che alle volte si aggrovigliano fra di loro e non capisci a chi ti stiano conducendo? Se ti fanno deviare, se si biforcano, se si perdono tra le nuvole? Se salgono troppo in alto nel cielo o sprofondano nel mare? Come facciamo a seguirli, in certi luoghi impervi, in certi mari tempestosi o in certi labirinti intricati con minotauri ovunque? Un filo sottile, che non tiro perchè ho paura di strappare, è così fragile, cosa succederebbe se si rompesse e io non riuscissi più a seguirlo? Il filo era una corda, che mi legava il piede, non riuscivo a slegarlo, non volevo slegarlo. Mi trascinava sempre più a fondo, attaccata a una pietra, o a qualcosa di simile, che precipitava nel mare, il mare in tempesta, le onde, sognavo le onde, tutte le notti sognavo onde gigantesche, onde nere, che arrivavano, se ero davanti al mare arrivavano, se ero davanti a un fiume arrivavano, se ero in una piscina arrivavano, se ero in una pozzanghera arrivavano...arrivavano tutte le onde...arrivavano sempre verso di me, solo verso di me, per sommergermi. Onde ovunque, le sentivo arrivare nello stomaco, da lì partivano le onde per arrivare da me, fino da me, da me sola, perchè è me che volevano...non potevo nuotare, non potevo neanche starci vicino a tutta quell'acqua perchè lo sapevo che c'erano loro, lo sapevo, anche se tutti dicevano che il mare era calmo, tranquillo, no io lo sapevo, che arrivavano. E la corda mi trascina, la corda che non voglio slegare. Slegala tu ti prego, slegala! Lasciami andare! Alla fine l'ha fatto, mi ha sciolta, un fendente di scimitarra ha tranciato in due il filo rosso. Non era il mio filo rosso. Ed ora mi conduce altrove. Si aggroviglia e si biforca. Si annoda in modo alquanto gordiano. Mi porta di qua e di là, mi fa oscillare, a me piace oscillare in fondo, sono un pendolo di Focault, sono una stronza elena di troia, un po' spartana e un po' troia. E il filo corre, cerco il bandolo della matassa, odio i fili, detesto i fili, non so avvolgerli, beh almeno qui non ho uno zio che si incazza se non gli avvolgo i jack come dio comanda, se prima di un concerto ho una crisi perchè non riesco a svolgere il cannon, e allora lo attacco così, col groviglio in bella vista. E il filo mi segue, mi attrae, mi respinge, il filo mi sfugge, s'incastra, si stinge, il filo si perde, il filo si trova, il filo...il filo? Dov'è? Ah, eri qui. Ogni tanto sparisce. Ogni tanto ritorna. Comunque è bello seguirlo, è bello sì sì! Sì va beh, stasera sono stranamente twilightosa. Che urrur. Cià che vado a mangiare americano almeno la pianto di dir stronzate. Au revoir. TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://iradiachille.spaces.live.com/blog/cns!9E44D37ADD20AAE0!539.trak Weblogs that reference this entry
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